martedì, settembre 30, 2003

 Che Sistema Operativo sei?

 Io un Red Hat Linux e tu?

You are Red Hat Linux. You're tops among your peers, but still get no respect from them.  It's all right with you.  You have your sights set higher.
Which OS are You?

 


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martedì, settembre 30, 2003

La moglie al marito:
 -Caro... Tu preferisci una donna bella oppure una intelligente? Lui:
 "Nessuna delle due cara...Ti amo così come sei!!!!"

"Come ti chiami?"
 "Lululululululuigi"
 "Sei balbuziente?"
 "No, lo era mio padre e quello dell'anagrafe era un gran bastardo..."







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martedì, settembre 30, 2003

 

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lunedì, settembre 29, 2003

Primo giorno di scuola in una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony).

Inizia la lezione e la maestra fa' alla classe: "Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: "Datemi la libertà o datemi la morte"? La classe tace, ma Suzuki alza la mano. La maestra:"Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!" "Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!" "Molto bene, bravo Suzuki! E chi disse: "il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla"?" Di nuovo Suzuki in piedi. "Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!" La maestra stupita allora si rivolge alla classe: "Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!" Si sente una voce bassa bassa:

"Vaffanculo 'sti bastardi giapponesi!" "Chi ha detto questo?" Esclama la maestra, e Suzuki alza la mano e senza attendere risponde: "Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama, e Lee Jacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit." La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: "Mi viene da vomitare!" "Voglio sapere chi è stato a dire questo!!?", urla la maestra. Suzuki risponde al volo: "George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991" Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: "Succhiamelo!" "Adesso basta! Chi è stato a dire questo??", urla la maestra Suzuki risponde imperterrito: "Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997 a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca" Un altro ragazzo si alza e urla: "Suzuki del cazzo!" E Suzuki: "Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2002" La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene.

Si spalanca la porta ed entra il preside: "Cazzo! Non ho mai visto un casino simile!" "Silvio Berlusconi, Ottobre 2002 nel sua villa di Arcore dopo aver visto i conti di Tremonti!".

 

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lunedì, settembre 29, 2003

Teoremi

"Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie"
(Anonimo)

 


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venerdì, settembre 26, 2003

Lord of the Rings. The movies are fine, but did you know that if you read the trilogy three times in a year you actually get your virginity back?

http://www.nerve.com/regulars/quickies/unsexy/

 

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giovedì, settembre 25, 2003

Quanto mi conosci?

Fai il test. Vediamo quanto conosci bellobello !!!

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giovedì, settembre 25, 2003

 

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giovedì, settembre 25, 2003

Che sollievo!

Berlusconi: "Investite in Italia
non ci sono più i comunisti"



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giovedì, settembre 25, 2003

 

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martedì, settembre 23, 2003

Esilarante e disgustoso: non comprate più Baloon!

Gli abusi a Roma: dopo la denuncia sul Corriere
Demolita la villa. «Ci ho provato, è andata male»
Parla Annapia Greco: fece costruire sull'Appia Antica una casa prefabbricata con camere, salone i bagni e la veranda

di Gian Antonio Stella
ROMA - «Dico: 'sti poveri romeni! Quello che mi dispiace è per questi poveri romeni senza casa!». Per loro, gorgheggia al telefono Annapia Greco, fece costruire la villa abusiva sull'Appia Antica denunciata ieri mattina dal Corriere e abbattuta ieri sera dalle ruspe sotto gli occhi del sindaco di Roma, Walter Veltroni, tornato apposta da un viaggio:  «Ho una casa tanto bella in piazza del Colosseo e ci vivo tanto felice! Tanto serena! Tutta questa pubblicità! Tutte queste cattiverie sulla mia famiglia! E che ho fatto mai? Ci ho provato, d’accordo, è andata male, pazienza. Me volete crocefigge’? Chiedo: me volete crocefigge’? Che ho fatto mai: ho solo cercato di fare del bene a ’sti romeni. Di dar loro una casa. Vedesse i loro occhi.... Poverini».
Romana, 57 anni, soave rappresentante dei troppi italiani indifferenti alle leggi di tutela, sorella di quel Roberto Greco che a metà degli anni Settanta intuì per primo l’affarone di importare camicie e magliette dalla Cina e creò con gli altri fratelli il marchio con la mongolfiera «Balloon», Annapia giura che proprio non riesce a capacitarsi di tutto questo fracasso intorno alla lussuosa residenza fuorilegge tirata su a settanta metri dalla tomba di Cecilia Metella: «Io l’avevo venduta, l’avevo...».  E quando? «Da tantissimo tempo.... Tantissimo...». Quando? «Ma come posso ricordarlo? Tantissimo...». Eppure fu lei un anno fa a metter giù le fondamenta, lei a essere denunciata, lei a essere nominata custode giudiziario... «Sì, ma... Insomma... Guardi: io tenevo quel terreno per fare la contadina...».
La contadina. «Sì. Volevo fare l’orto... La frutta... Siccome che poi ho ospitato dei rumeni che non sapevano dove andare a dormire... Mi facevano pena. Vedesse la moglie, il figlio... Li potevo lasciare senza una casa? Mi dica: li avrebbe lasciati lei, senza una casa?». Non mi dirà che ha fatto costruire una villa sull’Appia Antica per... «Certo! Per questa povera gente. Erano i miei protetti. Comunque, per essere precisi, io non ho costruito niente».
Solo perché l’hanno beccata... «D’accordo: ma non ho costruito io». Sperava nel condono? «Casomai ci speravano quelli che l’hanno costruita». Insiste? L’ha comprata lei o no, quella casa? Ha fatto scavare lei o no le fondamenta? «Fondamenta? Due buchi, erano. Profondi come un vaso di fiori». Fatto sta...
«Va bene, gliel’ho detto: ci ho provato ed è andata male. Pazienza. Capita... Ho detto: vabbè, allora la vendo...». Ma pensava davvero di farla franca? «Senta, io capisco le sue osservazioni. Sono d’accordo. Sa, ho fatto l’istituto d’arte... La battaglia contro gli abusi è nobilissima. Ma perché tutto questo parlare di me? Della mia famiglia? Vi rendete conto del danno fatto con questa pubblicità negativa all’azienda dei miei fratelli? Perché ce l’avete con noi?» No, signora: anche suo fratello Roberto ha una villa sull’Appia ma di lui le autorità del Parco parlano solo bene. È lei la discola... Ma si rende conto? Una villa abusiva a due passi da Cecilia Metella... «Lo so: me lo sono posto il problema. Sa dove sono, in questo momento? Nelle Marche. Con il Fai, il Fondo ambiente italiano...». Scherza?
«No, davvero. Quando hanno visto il Corriere mi volevano buttar giù dal pullman: "Traditrice! Sei peggio di Giuda"». Ammetterà che... «Ma che ammetto? La casa l’hanno costruita quelli che hanno comprato il terreno... Che c’entro io? Capisco, voi fate il vostro dovere ma mi state rovinando i rapporti con i miei fratelli. Metta che poi fanno un infarto...». Andiamo, signora: l’infarto! «Non capisco... Ce l’avete coi ricchi? Tutto questo guardare le cose nostre... Perché ci fate del male?»
Senta: fu lei a far tirar su la barriera di canne, lei a far stendere la rete verde per nascondere i lavori agli ispettori del Parco... «Ma no, ma no... L’hanno fatto dopo che l’avevo venduta...». Aveva l’ordine del magistrato di rimuovere i pannelli e tutto il materiale comprato per costruire la villa: perché l’avrebbe lasciato lì se non per aspettare il momento giusto per fare i lavori? «Con tutto quello che mi era costata! Dovevo pure fare un’altra spesa? Che ne sapevo che poi quelli che hanno comprato...». Ma davvero non ricorda quando ha venduto? «Tanto tempo fa. All’inizio dell’estate, forse...». No: da quel che risulta lei ha fatto il preliminare il 22 agosto. «Ma no, ma no...». Esattamente il giorno prima di far montare la villa... «Ma no, c’è un errore...» . ...E il passaggio di proprietà l’ha fatto davanti al notaio Renato Caraffa addirittura il 5 settembre, quando la villa era già lì: quindi l’ha fatta montare lei, prima di vendere. «Ma no, c’è un errore». L’atto ufficiale è lì: 5 settembre. «L’avrà registrato allora... Che ne so, io? Faccio come Berlusconi: giuro sulle mie figlie che non sapevo niente, dell’abuso». La visura camerale è chiara.
«Ma per carità! Per carità! Io non so neanche cos’è una visura camerale! Ripeto: io avevo venduto». Per curiosità: a quanto? «Due lire. Giuro. Per colpa proprio del sequestro e di tutte quelle storie. Due lire. O se vuole diciamo due euro». Quanto? «Poco! Pochissimo! Davvero! Guardi: quando l’ho vista in fotografia sul Corriere mi sono detta: quant’è bella... Che peccato averla venduta...». Mica tanto: l’hanno buttata giù... «Non potevano, è proprietà privata». Signora: una casa abusiva sull’Appia! «Non hanno avuto pietà, poveri rumeni». Ancora? E su: mica l’ha venduta ai rumeni, la villa. L’ha ceduta a una signora quasi ottantenne, Adele Gattoni Celli, che contestualmente ha girato la nuda proprietà a una certa Albertina Marinelli. «Ma non guardi le carte, non creda alle carte... Le dico che l’ho data ai rumeni». E sa dove abita questa signora che ha comprato? «Mi dica». Guarda caso, proprio al suo indirizzo: piazza del Colosseo 9. «Ma davvero? Ah, le coincidenze della vita...».














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martedì, settembre 23, 2003

Definizioni enigmistiche

Serve per radersi : BARBA

 

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martedì, settembre 23, 2003

 

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venerdì, settembre 19, 2003

 

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giovedì, settembre 18, 2003

Gelosia?

C´è il famoso racconto tedesco che parla di un mugnaio che, per una questione di terreni, si trova in disaccordo col suo sovrano, Federico il Grande. Discutono, litigano, e alla fine il suddito, che non è riuscito a portare dalla sua il re, gli dice in tono minaccioso: "Ci saranno pure dei giudici a Berlino". Questo gli dà fiducia.
Mi è tornata in mente leggendo il diverso atteggiamento mentale che ha di questa importante categoria il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che coinvolge nel suo giudizio universale anche altre categorie, giornalisti compresi. Dunque: riassumo i punti salienti della diagnosi. I giudici sono tutti "mentalmente disturbati" e "antropologicamente diversi dalla razza umana". Se questo non è ultrarazzismo è segno che le parole non hanno più significato. I giornalisti sono gelosi di lui. Ma perché? Perché è ricco? Ma se ce ne sono altri in Italia che hanno soldi come lui. Perché era amico di Craxi che piantò una conferenza internazionale a Londra per venire a salvare con un decreto le sue reti? Perché ha una bella seconda moglie (è bolognese) che mi sembra, per discrezione e riservatezza, il meglio della compagnia? Perché è entrato in politica per fare alla svelta gli affari suoi? Ma perché, scusi, Montanelli (che purtroppo non può rispondere) e il sottoscritto dovremmo patire per la sua concorrenza? In che cosa? Legga la sua interpretazione nell´intervista che ha rilasciato a due colleghi inglesi. Domanda: "Perché tutti i commentatori l´attaccano?" Risposta: "Credo sia un elemento di gelosia. Tutti questi giornalisti - Biagi, Montanelli - erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono praticamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale dei giornalisti italiani molto famosi".
La accetti come una confessione, parola d´onore: vorrei essere Malaparte, Monelli, Piovene, Emanuelli, vorrei essere bravo e libero come Indro, ma (con tutto il rispetto per le istituzioni) diventare inquilino di Palazzo Chigi, non mi importa niente. Vivo in una casa accogliente nella quale, purtroppo, manca la padrona e una figlia, ma ci sono tanti ricordi, dato che scarseggiano le speranze. Giuro, non ho mai sognato di diventare un Berlusconi perché tra l´altro conosco la storia e ho un vivo senso del comico. Quando lo vedo, lui anticomunista esasperato, abbracciare Putin (ex Kgb) mi diverto: ´Italia gente dalle molte vite´.

Enzo Biagi su l'Espresso

 



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giovedì, settembre 18, 2003

Ma sì!

 

 

 

 

 

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

di Giulio Cesare Giacobbe

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mercoledì, settembre 17, 2003

 

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mercoledì, settembre 17, 2003

Prdogii dlela mnete

Sceodno una rcrecia sovtla in una uviniserta' iatilana, non ha ipmotrzana

in qalue odrnie le ltetree snoo dsioptse in una proala l'ucina csoa

ipmotratne e' che la pmira e l'utlmia ltereta sanio al psoto gustio. Il

rseto puo' esrese una talote cnfosounie ed esrese acnroa cmpolteanemte

cmprosneilibe. Qeutso prehce' non lgegamio ongi sniolga ltertea ma la

praloa nlela sua itnezreza. Czazo!

segnalato da F.G.

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martedì, settembre 16, 2003

Ho costruito una vita di merda.
Urge condono.

by Brontolo



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martedì, settembre 16, 2003

Permette un abusino?

Tutto sommato, visto in che Italia viviamo, secondo me fa bene.

Dal Corriere della Sera di oggi

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